Cuvée Juliette

Quando ci si mette di mezzo la provvidenza non ci puoi fare niente: la vita non si ferma!

I fatti che desidero raccontare ai miei quindici lettori (..) risalgono a martedì sera.

Mi trovavo lungo l’autostrada francese, pochi chilometri ad ovest di Montpellier, e più precisamente dalle parti di Béziers. In un autogrill all’altezza di Béziers. Al mattino, quando sono ripartito da Antibes, facevo conto di arrivare almeno a Perpignan. Mi sarebbe piaciuto fermarmi per la notte già arrivato in Spagna, ma non era indispensabile.

Erano già le otto di sera di martedì quindi, e di guidare un’altra ora e mezza non ne avevo troppa voglia. La giornata aveva lasciato spazio ad una frugale tappa a Marsiglia e per questo mi trovavo un po’ indietro rispetto alla seppur aleatoria tabella di marcia.

A Marsiglia avevo incontrato Silvia, giornalista padovana prestata alla ristorazione. Avrebbe potuto ospitarmi lunedì sera, ma da un lato non mi fidavo del tutto a lasciare la Panda di notte per strada in una grossa città come Marsiglia piena zeppa com’era dell’utile e del dilettevole, e dall’altro l’idea di raggiungere Marsiglia appunto in un’unica tappa s’era dimostrata un po’ troppo ottimistica.

Nel pomeriggio avevo mandato diverse richieste di alloggio per la notte tramite Airbnb, ma fino a quel momento non avevo ricevuto alcuna risposta. Prima di partire da Milano, non mi era venuto in mente di scaricarmi anche l’app di Booking, ed in quel momento, senza una connessione wifi, la cosa non appariva troppo fattibile. Pur mantenendo un cuore leggero, cominciavo a chiedermi dove avrei dormito quella notte.

Per giocarmi l’ultima carta che avevo al mio arco (lo so, non si dice.. ma mi piaceva!) ho provato a scrivere un paio di richieste ancora su Couchsurfing che tanta grazia mi aveva portato la sera prima.

Ebbene, secondo voi com’è andata?

Esatto! Dopo una decina di minuti mi ha risposto Juliette che nonostante l’avessi informata “un petit peu à l’improviste” concludeva il suo messaggio di risposta con un “mais pourquoi pas!”.

In meno di mezz’ora l’ho raggiunta a Cruzy, circa 30 Km a nord di Béziers, in un paesino di nove case popolato probabilmente più da gatti che da persone. Lì, almeno, non avevo nessuna remora nel lasciare la Panda incustodita per strada.

Quando sono entrato in casa sua mi è sembrato di fare un salto all’indietro nel tempo, a cavallo tra i ’60 ed i ’70. Con la mente. Il salto dico. Non a cavallo!

Il pavimento era tappezzato di vinili ed il grammof.. il giradischi era il pezzo forte dell’arredamento.  Abbiamo chiacchierato ascoltando alcuni vecchi dischi (tra cui un live di Bob Dylan dei primi ’70) e sorseggiando un bianco dolce. Non me ne voglia nessuno se a questo punto mi sono permesso di farle ascoltare un paio di canzoni di Vasco (tutte comunque tranquille come “Toffee”. Mi sembrava il caso vista l’ora tarda..).

L’indomani, mi dice, se vuoi puoi venire a vedere l’azienda dei miei genitori. Mio padre fa il vino ed abbiamo anche gli ulivi e quattro pecore!

Quando la mattina seguente l’ho raggiunta presso l’azienda vitivinicola di famiglia la sensazione è stata quella di trovarmi dentro a un film. Incastonato in un bosco, a ridosso delle colline, c’era un immenso casolare che sembrava avesse fatto un patto col tempo.

Quando sono arrivato Juliette mi ha detto che suo padre era nervoso quella mattina perché la macchina imbottigliatrice s’era inceppata, ma che non importava. Mi avrebbe mostrato ugualmente l’intera tenuta, a cominciare dal suo orto..

..compresi i meli a cui aveva praticato un innesto, le quattro pecore curiose di venire a salutare lo sconosciuto visitatore ed il laboratorio dove suo fratello Matieu inforna i vasi di terracotta e delle speciali bottiglie destinate ad un vino che va bevuto giovane..

In tutto questo giro, inseparabile, ci ha affiancato la fedele Isi, in questo scatto impegnata a supportare lo spaventapasseri menestrello..

Quando la macchina imbottigliatrice è finalmente ripartita mi ha in  ultimo mostrato il cascinale adibito all’imbottigliamento

 

Giunta l’ora di pranzo ho mangiato con lei, suo fratello ed i suoi genitori, parlando un po’ in italiano ed un po’ in francese. La madre, con un debole per l’Italia e la Toscana in particolare, mi ha chiesto del referendum di domenica scorsa ed io le ho risposto che dopo parecchi temporali, pare si prospettino finalmente notti stellate all’orizzonte..

Prima di ripartire ho voluto comprare qualche bottiglia dei diversi vini che suo padre produce. Uno di questi si chiama Cuvée Juliette. Non l’ho ancora assaggiato, ma immagino sia un rosso delicato ed amabile come la persona che ne ha ispirato il nome..

2 risposte a "Cuvée Juliette"

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